VOLONTARI AL SERVIZIO DELLA MEMORIA

Quando un racconto può consapevolizzare a favore del valore del fare
I volontari dell’Associazione Progetto San Carlo

Donne e uomini di ogni età, uniti dalla passione per la storia e dal desiderio di agire concretamente. Ogni gesto (ripulire un muro, guidare una visita, sistemare una scala) diventa atto di trasmissione culturale.

Le nuove generazioni

Giovani che si avvicinano all’associazione per curiosità o per desiderio di “fare qualcosa di utile”, e che scoprono il valore del legame con la storia.

Il volontariato come scelta culturale

Chi dona il proprio tempo per tenere in vita un luogo storico compie un gesto politico, civile e culturale.

Il Forte come metafora

Un’opera pensata per durare, che oggi vive solo grazie a chi decide di farla vivere. Il Forte diventa simbolo del nostro rapporto con la storia e con il tempo.

Un legame tra territori

Dalla Pedemontana veneta al cuore delle Alpi piemontesi: un gemellaggio ideale tra chi si prende cura della memoria nei propri luoghi. Un legame invisibile, ma reale.

Un invito al futuro

Chi raccoglierà il testimone domani? La memoria ha bisogno di nuovi custodi. Questo documentario lancia una domanda aperta alle generazioni future.

 

La muraglia cinese d’Italia

Nascosta tra le montagne è la più grande fortificazione d’Europa.
Tre chilometri di mura, un dislivello di 650 metri e una scala coperta composta da 4mila gradini.

In Val Chisone, in Piemonte, esiste infatti una costruzione tanto imponente da essere stata ribattezzata la “muraglia cinese italiana”. Si tratta di un enorme complesso militare disposto lungo il fianco della montagna e considerato la più grande fortificazione d’Europa: è la muraglia cinese d’Italia.

Le origini del Forte di Fenestrelle risalgono al XVIII secolo. La sua costruzione fu progettata per proteggere la Val Chisone dalle invasioni provenienti dall’esterno.

Il racconto ufficiale della sua nascita comincia così: “Il Forte di Fenestrelle fece il suo ingresso sul palcoscenico della storia nell’autunno del 1727, quando l’ingegner Ignazio Bertola, su richiesta del re Vittorio Amedeo II, presentò il progetto di un’opera che aveva del fantastico: una grande muraglia, costellata da più opere fortificatorie, posta a sbarramento della valle del Chisone contro le invasioni straniere”.

Dopo essere stato utilizzato per lungo tempo dall’esercito, il complesso venne abbandonato nel 1947. Per molti anni rimase dimenticato, trasformandosi progressivamente in un luogo vuoto e privo di una funzione.

A riportare il forte al centro dell’attenzione è stata l’Associazione Progetto San Carlo Onlus. Grazie al lavoro dei volontari, la struttura è tornata accessibile ed è diventata una meta per turisti capace di raccontare la propria storia e mostrare nuovamente la grandiosità delle sue architetture.

Oggi il Forte di Fenestrelle può quindi essere esplorato attraverso itinerari di diversa durata. Chi sceglie il percorso completo deve prepararsi a una visita impegnativa, ma anche all’esperienza di attraversare una delle opere più spettacolari e meno conosciute del patrimonio italiano.

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